Dario (Riccardo Scamarcio) è padre di un bambino disabile, al quale dedica ogni cura e attenzione, e ha un legame profondo con il figlio adolescente di suo fratello.
La crescente complicità con il nipote lo porta a riconoscere in lui il figlio che avrebbe voluto avere e, quasi inconsapevolmente, ad assumere il ruolo del padre che avrebbe potuto essere. Ma questo gioco di proiezioni, bisogni e desideri inespressi altera progressivamente il suo equilibrio interiore e mette in discussione il rapporto con il proprio figlio.
Quella che sembra una relazione affettuosa e innocente si trasforma così in un legame ambiguo e pericoloso, capace di travolgere gli equilibri dell’intera famiglia.
I Figli della Scimmia è un film del 2026 co-scritto e diretto da Tommaso Landucci, al suo debutto alla regia. La pellicola è stata presentata in anteprima mondiale nella sezione Orizzonti all’83esima Mostra del Cinema di Venezia, dove Riccardo Scamarcio (protagonista del film) ha vinto il premio come miglior attore.
Nel 2021 la sceneggiatura di Landucci ha vinto il Premio Solinas e il Gran Premio 2023 al San Spiegel International Film Lab. Tra i produttori esecutivi figura James Ivory. Le riprese si sono svolte tra gennaio e febbraio 2026 a Torino. Il titolo del film fa riferimento a una favola di Esopo intitolata Le scimmie e la loro madre.
In merito al tema del film, Landucci ha dichiarato:
“A differenza della fiaba di Esopo (in cui la madre scimmia accudiva e nutriva solo il figlio preferito) qui si parla di un genitore chiamato a dividersi fra due “figli”: quello reale e quello ideale. È il racconto di un conflitto intimo, inevitabile, che mette continuamente in discussione il fragile equilibrio fra generosità ed egoismo, amore e desiderio, accettazione e rimpianto. C’è un tabù, un “impossibile da dire”, che mi ha affascinato perché riguarda l’esperienza più profonda e intima della genitorialità: nessun padre e nessuna madre desidera avere un figlio con una disabilità. Questo non mette in discussione l’amore che i genitori di persone con disabilità provano per i propri figli, ma, seppure un figlio stravolga la vita a prescindere, nel loro caso l’esistenza prende una direzione alla quale nessuno può essere preparato. Parlando con alcuni di loro, mi ha colpito scoprire che spesso, prima del dolore per un figlio nato con una disabilità, arriva quello di una perdita: il lutto per “l’altro figlio”, quello immaginato e atteso durante la gravidanza, al quale devono dire addio prima ancora di averlo incontrato. E allora mi sono chiesto: cosa accade a un padre se poi quel figlio compare? Se si trova improvvisamente davanti al figlio che aveva sempre immaginato e desiderato avere?”
Festival di Venezia 2026
- PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR ATTORE a:
Riccardo Scamarcio nel film I FIGLI DELLA SCIMMIA
- PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:
Tommaso Landucci e Damiano Femfert per il film I FIGLI DELLA SCIMMIA