Una storia senza nome
Giovedì 13 dicembre 21.15
Sabato 15 dicembre 16.30
di Roberto Andò
Con Micaela Ramazzotti, Renato Carpentieri
di Roberto Andò
Con Micaela Ramazzotti, Renato Carpentieri, Laura Morante, Jerzy Skolimowski, Antonio Catania
Commedia (110 min.)
Valeria (Micaela Ramazzotti), giovane segretaria di un produttore cinematografico, vive sullo stesso pianerottolo della madre, Amalia, donna eccentrica e nevrotica (Laura Morante), e scrive in incognito per uno sceneggiatore di successo, Alessandro (Alessandro Gassmann). Un giorno, Valeria riceve in regalo da uno sconosciuto, un poliziotto in pensione (Renato Carpentieri), la trama di un film. Ma quel plot è pericoloso, “la storia senza nome” racconta infatti il misterioso furto, avvenuto a Palermo nel 1969, di un celebre quadro di Caravaggio, la Natività. Da quel momento, la sceneggiatrice si troverà immersa in un meccanismo implacabile e rocambolesco.
L’ultimo film italiano, fuori concorso, è Una storia senza nome di Roberto Andò, ispirato al famigerato furto della Natività di Caravaggio a Palermo nel 1969. Un caso insoluto, riemerso nelle dichiarazioni di vari pentiti (c’è chi sostiene che il quadro esista ancor oggi da qualche parte). Protagonista è una segretaria e ghost writer a cui un misterioso personaggio (Carpentieri) fornisce racconti stranamente verosimili, per scrivere una sceneggiatura sul celebre colpo. Ma i racconti sono troppo pericolosamente simili al vero, e si innesca una spirale su finzione e verità, originale e copia. Andò, che nei suoi film si confronta spesso con modelli letterari, ha come nume tutelare l’ultimo Sciascia, quello per il quale la finzione (letteraria o, in questo caso, cinematografica) prevedeva e quasi creava la verità di cronaca. Ma lo declina in toni leggeri, da commedia, in un’operina minore, non sgradevole ma che poi diventa un po’ lambiccata e non rinuncia a qualche riferimento politico all’attualità. In questo progetto che avrebbe i toni di un “Polanski rosa”, la protagonista Micaela Ramazzotti risulta fuori parte, mentre funzionano gli interpreti di contorno (specie una piccola pattuglia di caratteristi siciliani).
Da La Repubblica, 8 settembre 2018
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