Ella e John
Giovedì 19 aprile 21.15
Sabato 21 aprile 16.30
di Paolo Virzì,
con Donald Sutherland, Helen Mirren
Avventura, Sentimentale, Drammatico (112 min.)
di Paolo Virzì,
con Donald Sutherland, Helen Mirren, Janel Moloney, Christian McKay,
The Leisure Seeker è il soprannome del vecchio camper con cui Ella e John Spencer andavano in vacanza coi figli negli anni Settanta. Una mattina d’estate, per sfuggire ad un destino di cure mediche che li separerebbe per sempre, la coppia sorprende i figli ormai adulti e invadenti e sale a bordo di quel veicolo anacronistico per scaraventarsi avventurosamente giù per la Old Route 1, destinazione Key West. John è svanito e smemorato ma forte, Ella è acciaccata e fragile ma lucidissima, insieme sembrano comporre a malapena una persona sola e quel loro viaggio in un’America che non riconoscono più – tra momenti esilaranti ed altri di autentico terrore – è l’occasione per ripercorrere una storia d’amore coniugale nutrita da passione e devozione, ma anche da ossessioni segrete che riemergono brutalmente, regalando rivelazioni sorprendenti fino all’ultimo istante.
Il viaggio, solitamente, nel cinema americano prevede una maturazione, la scoperta di sé e del mondo. Nell’America vista attraverso lo sguardo italiano di Paolo Virzì, il viaggio è invece un’ultima chance per essere liberi prima che l’inevitabile incomba. Ispirato a un romanzo di Michael Zadoorian, adattato dal regista con Francesca Archibugi, Francesco Piccolo e Stephen Amidon, autore del romanzo da cui Virzì ha tratto Il capitale umano, Ella & John (in USA, The Leisure Seeker) è una storia divertente e commovente, intima e universale, che soffre un po’ di un effetto “già visto” ma che ha il pregio di affrontare con leggerezza un tema difficile come quello dell’avvicinarsi della morte.
Ella (Helen Mirren) e John (Donald Sutherland) sono sposati da molto tempo. Lei ha un tumore e deve curarsi, lui soffre di Alzheimer e sta dimenticando la sua intera vita pezzo per pezzo. In testa gli rimane solo una cosa: le pagine dei libri che insegnava a scuola, in quanto professore di letteratura (il rimando al personaggio di Sutherland in Animal House è totalmente voluto). Insieme, fuggendo da trattamenti medici già programmati dai due figli, intraprendono un viaggio per essere libero almeno un’ultima volta. La destinazione: Key West, nelle isole Keys della Florida, dove si trova la casa di Ernest Hemingway.
Il viaggio è, come sempre al cinema, occasione per parlare, riflettere su un rapporto, incontrare persone nuove e “ampliare i propri orizzonti”, come recita il mantra di John. Virzì ci mette tutto questo, e in particolare azzecca visivamente la riflessione sul passato: Ella mostra ripetutamente a John lo stesso rullino di diapositive, per stimolarlo a ricordare. Poi c’è una svolta, la malattia di John fa affiorare segreti dal passato, ed è stupendo quando Ella riguarda le diapositive rivalutandole sotto una luce inedita.
Si sorride, si ride e poi ci si sente un po’ in colpa per averlo fatto, visto che molto spesso la commedia nasce dall’inadeguatezza di John ai viaggi, data la sua particolare condizione. Ma Virzì non la tratta mai in maniera irrispettosa, sa quando farci ridere e quando invece indugiare su uno sguardo o un dettaglio per rimettere quell’umorismo in prospettiva. Più di tutto, a reggere il gioco è la bravura di due interpreti di razza, che vendono alla perfezione l’idea di un amore forte nonostante le difficoltà (e che prenotano una nomination all’Oscar a testa). Quando Ella e John si sorridono, si abbracciano o tentano in modo maldestro di fare l’amore, il nostro cuore è lì con loro.
Il finale ricorre a uno stratagemma che non può fare a meno di sollecitare un responso forte da parte del pubblico. Ma va bene così: in fondo è bello, per una volta, potersi commuovere non per via di un ricatto morale o sentimentale, ma perché ci siamo davvero affezionati a due sopravvissuti, due simboli di libertà in un’America, quella di Trump citata più volte nel film, che la libertà sembra averla dimenticata in favore di vuoti slogan.
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