Ragazzaccio

di Paolo Ruffini

con Giuseppe Fiorello, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore

Venerdì 6 gennaio ore 21:00 Sabato 7 gennaio ore 16:30

Anno: 2022

Durata: 100

Cast: Giuseppe Fiorello, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Alessandro Bisegna, Jenny De Nucci

Paese: Italia

Distribuzione: Adler Entertainment

Sceneggiatura: Giovanni Canevari

Fotografia: Claudio Di Mauro

Musiche: Claudia Campolongo

Ragazzaccio è il film di Paolo Ruffini con Beppe Fiorello, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Alessandro Bisegna e Jenny De Nucci. La storia è quella di Mattia, un adolescente, insofferente alle regole. È uno di quelli che dalla classe vengono regolarmente sbattuti fuori, uno di quelli che certi adulti si limiterebbero a definire “come tutti gli altri”, uno di quelli che “è intelligente ma non si applica”. Mattia è arrabbiato. È arrabbiato con i suoi genitori e forse col mondo intero. Mattia è quello che comunemente si direbbe “un bullo”. Frequenta il liceo classico e nella sua mente l’incubo della bocciatura è più pesante dell’incubo del Covid-19, che pervade in Italia con l’esplosione di quella che di li a poco sarà riconosciuta come la pandemia più invasiva di tutti i tempi.
Nel silenzio ansiogeno della quarantena, Mattia passa le giornate chiuso nella sua stanza, tra una video lezione e uno scherzo di pessimo gusto con i suoi compagni. In questa situazione, però, Mattia scopre l’amore. E lo scopre attraverso l’unico modo di comunicare ai tempi del virus: i social network e DaD. Non solo l’amore che gli insegna Lucia, l’idealista e ribelle rappresentante d’istituto, ma anche l’amore per sé stessi e per la bellezza, che cerca di raccontare il suo professore di Letteratura. Infine l’amore per i suoi genitori: suo padre – uomo anaffettivo, infermiere impegnato sul fronte dell’emergenza – e sua madre – schiacciata tra l’ipocondria e la frustrazione di una convivenza forzata.
È così che Mattia trova la voglia di riscattarsi, ma soprattutto impara che la cosa più contagiosa non è il virus, ma l’amore.

Note di Regia di Paolo Ruffini:
Ragazzaccio nasce durante il Covid-19, ma non parla del virus. Parla di qualcosa che succede parallelamente all’insinuarsi e all’esplodere della pandemia. Parla di come un bullo, e più in generale i ragazzi delle scuole superiori, abbiano vissuto questa sorta di reclusione forzata, e della portata enorme che tutto questo ha avuto su di loro. È un film dedicato a tutti quelli che almeno una volta si sono sentiti dire “È intelligente ma non si applica“. Perché io ne conosco tante di persone che si applicano ma non sono poi così intelligenti, e mi riferisco all’intelligenza emotiva, a quella che io riconosco come sensibilità. È dedicato anche a tutti quelli che a scuola si sentivano ripetere: “Ti butto fuori”. Perché i veri danni si fanno quando sei fuori, non quando sei dentro. Lo dedico a loro, perché io stesso ero uno di loro.

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