Gioia Mia, il film diretto da Margherita Spampinato, racconta la storia di Nico (Marco Fiore), un ragazzino di undici anni con la parlantina e l’abitudine di rispondere prima di pensare. Cresciuto in una famiglia laica e moderna, è immerso in un mondo iperconnesso fatto di tecnologia, velocità e schermi sempre accesi.
Ma quell’estate, controvoglia, è costretto a lasciare tutto e partire per la Sicilia, dove ad attenderlo c’è una zia anziana, burbera e profondamente religiosa, che vive sola in un palazzo antico pieno di leggende e superstizioni. Nessun wi-fi, nessun elettrodomestico e nessuna via di fuga. All’inizio è guerra aperta, lei lo accoglie con fastidio e tenta subito di piegarlo al suo rigido mondo fatto di angeli, riti e silenzi. Lui reagisce con ribellione, sarcasmo e mille tentativi di scappare, anche solo mentalmente, da quel luogo fuori dal tempo.
Lo scontro tra Nico e la zia diventa il simbolo di qualcosa di più grande, uno scontro tra modernità e tradizione, tra ragione e fede, tra la frenesia del presente e la lentezza di un passato che resiste. Ma col passare dei giorni, tra litigi, scoperte e segreti svelati, nasce qualcosa di nuovo. Una complicità autentica, fatta di piccoli gesti e silenzi condivisi. Un legame inaspettato, che cambia entrambi. Perché a volte, per conoscersi davvero, bisogna prima imparare a guardare con gli occhi dell’altro.
Un racconto ironico e commovente su due solitudini che si incontrano e un’estate di profondi cambiamenti.
Gioia Mia è un film del 2025 ed esordio alla regia di Margherita Spampinato, anche autrice della sceneggiatura e del montaggio. La fotografia del film è curata da Claudio Cofrancesco. Nel cast sono presenti Marco Fiore, Aurora Quattrocchi, Martina Zami e Camille Dugay Comencini. Il film ha avuto la sua prima alla 78esima edizione del Festival di Locarno 2025, dove ha vinto il premio speciale della giuria per la sezione Cineasti del presente e il pardo per la miglior attrice ad Aurora Quattrocchi.
La regista ha rivelato che il film “esplora i limiti e le contraddizioni dei mondi opposti cui appartengono i due protagonisti: quello moderno, veloce e tecnologico dell’undicenne Nico, e quello antico, lento e misterioso della zia Gela, popolato da angeli e spiriti, dominato da un senso magico della religione e intriso di superstizione”.
Presentato in Concorso al Festival di Locarno 2025.
Opera prima di Margherita Spampinato.