La Camera di Consiglio, il film diretto da Fiorella Infascelli, si svolge nel 1987, all’interno del carcere dell’Ucciardone di Palermo.
Otto cittadini, quattro donne e quattro uomini, vengono scelti per un compito senza precedenti: decidere il destino di 470 imputati nel più grande processo penale della storia italiana, il Maxiprocesso contro Cosa Nostra. Per garantire la massima sicurezza e impedire ogni tipo di pressione esterna, i giurati vengono isolati in un appartamento blindato ricavato dentro il carcere. Niente televisione, niente telefono e niente radio. Non hanno diritto a nessun contatto con il mondo esterno. Soli con le carte processuali, le loro paure, i loro conflitti e i loro principi.
In un’atmosfera carica di tensione e responsabilità, i giurati affrontano trentasei giorni di reclusione forzata che metteranno alla prova non solo la loro lucidità e imparzialità, ma anche le loro fragilità umane. Tra dubbi morali, scontri personali, alleanze inattese e crisi emotive, il film racconta la clausura giudiziaria più lunga mai avvenuta in Italia.
Non è solo il ritratto di una stanza chiusa, ma è il racconto di un momento decisivo per l’intera Repubblica italiana. È la prima volta in cui lo Stato riconosce l’esistenza organica di Cosa Nostra, infliggendo una condanna collettiva che segnerà una svolta epocale nella storia della lotta alla mafia.
La Camera di Consiglio ha il pregio di costituire una fotografia completa delle preparazione e delle conseguenze del Maxiprocesso di Palermo: il tutto attraverso gli occhi di personaggi diventati pubblicamente simbolici eroi ed eroine, colti tuttavia in una condizione di isolamento, quindi di paradossale e fugace serenità.
La camera di consiglio è un film del 2025 diretto da Fiorella Infascelli e co-scritto da quest’ultima con Mimmo Rafele, con la collaborazione di Francesco La Licata e la consulenza di Pietro Grasso (il giudice che faceva parte degli 8 giuriati della camera di consiglio dopo il Maxiprocesso). 8 giurati – 4 donne e 4 uomini – chiusi in una Camera di Consiglio (un appartamento nel carcere dell’Ucciardone) per 36 giorni per decidere condanne e assoluzioni per 470 imputati.
La regista Fiorella Infascelli ha dichiarato, a proposito del film, che “non è un film sulla mafia, ma un film che racconta cosa succede a 8 persone in una situazione così estrema”. Estrema per il luogo in cui è ambientata la pellicola (un’aula bunker, senza possibilità di contatti con l’esterno e con solo un piccolo cortile dove uscire ogni tanto), estrema per la mole di lavoro, l’orrore dei reati commessi e la quantità di sentenze che gli 8 giurati sono chiamati a discutere. Per la regista si tratta di un film che è anche una riflessione sui delitti e sulle pene e una riflessione sui concetti di legge e giustizia: “Al di là di ogni ragionevole dubbio: dove passa quel confine?”.
Il film è stato presentato in anteprima alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Freestyle.
Nel film sono presenti anche materiali di repertorio.