Hamnet – Nel Nome del Figlio, il film diretto da Chloé Zhao, è un’intensa e intima esplorazione della perdita, dell’amore e dell’ispirazione artistica, raccontata attraverso gli occhi di Agnes (Jessie Buckley), moglie di William Shakespeare (Paul Mescal).
Ambientato nell’Inghilterra rurale del XVI secolo, il film ci immerge nella vita quotidiana della coppia, che cresce tre figli, Susanna (Bodhi Rae Breathnach) e i gemelli Judith e Hamnet (Olivia Lynes e Jacobi Jupe), in un equilibrio precario tra gli affetti familiari e il mondo esterno. Quando la morte prematura del giovane Hamnet colpisce la famiglia, il dolore spinge Agnes a confrontarsi con la perdita. È attraverso il suo sguardo sensibile e penetrante che assistiamo alla frattura che si apre nella famiglia, e al tentativo di rimettere insieme i frammenti di una vita devastata.
Non è la storia di Shakespeare come genio isolato, ma come uomo segnato da un lutto privato, che finirà per riflettersi nella sua opera più celebre. Ai tempi, i nomi Hamnet e Hamlet erano considerati intercambiabili, e il film gioca con questa ambiguità storica per suggerire che la tragedia del figlio abbia innescato la nascita dell’Amleto teatrale. Ma in questa narrazione, il cuore pulsante di Hamnet è Agnes, capace di amare e resistere con grazia feroce.
Il risultato è una celebrazione silenziosa di ciò che resta, l’amore, la memoria, e la misteriosa alchimia che trasforma la vita e la morte in arte.
Mentre il nome della moglie di Shakespeare è solitamente scritto Anne Hathaway, nei documenti legali il padre iscriveva come Agnes. All’inizio dell’età moderna, infatti, era comune che i nomi avessero grafie alternative. È così che Maggie O’Farrell ha scelto di usare il nome Agnes per la sua protagonista.
Tratto dall’omonimo romanzo di Maggie O’Farrell pubblicato nel 2020, vincitore del National Book Critics Circle Award e del Women’s Prize for Fiction.
Presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival 2025 nella sezione Gala Presentations.
Hamnet – Nel nome del figlio: cosa c’è di vero dietro il film di Chloé Zhao?
Nei titoli di apertura di Hamnet – Nel nome del figlio, la regista Chloé Zhao ha spiegato che in epoca elisabettiana i nomi Hamnet e Hamlet erano intercambiabili a causa della mancanza di un’ortografia standardizzata. Un’informazione che anticipa quanto la perdita del piccolo Hamnet avrebbe poi inciso nella vita di William Shakespeare, portandolo a scrivere una delle sue opere più celebri, l’Amleto. Ma cosa c’è di vero nel film? La pellicola è un adattamento del romanzo del 2020 Hamnet di Maggie O’Farrell, anche co-autrice della sceneggiatura. Nel film e nel libro, Agnes (interpretata da Jessie Buckley) è la moglie di Shakespeare (nel film ha il volto di Paul Mescal) e nel corso della storia è stata più comunemente chiamata Anne (anche qui entra in gioco l’intercambiabilità dei nomi). Suo padre, Richard Hathaway, era un ricco agricoltore che ebbe sette figli e nel suo testamento fece riferimento a una figlia di nome Agnes.
Maggie O’Farrell ha scelto di usare questo nome, perché “se c’era qualcuno che doveva conoscere bene il suo vero nome quello doveva essere suo padre”, come ha raccontato in un’intervista alla BBC. Su Agnes/Anne Hathaway, nel corso del tempo gli storici hanno portato avanti una narrazione negativa: aveva 26 anni quando sposò Shakespeare, all’epoca diciottenne, e per questo si pensò che la loro unione fosse in realtà un matrimonio riparatore. Tuttavia, un recente studio dello studioso Matthew Steggle sembra smentire questa teoria, dato che Agnes era con Shakespeare a Londra nel periodo in cui il Bardo compose l’Amleto. La coppia ebbe tre figli: Susanna (interpretata da Bodhi Rae Breathnach), nata nel 1583 e i gemelli Hamnet e Judith, nati nel 1585 (nel film sono interpretati da Jacobi Jupe e Olivia Lynes). Mentre la primogenita e Judith vissero fino alla vecchiaia, Hamnet morì all’età di 11 anni.
Secondo lo Shakespeare Birthplace Trust, la causa della morte è ancora sconosciuta (forse peste bubbonica, molto diffusa in Inghilterra in quel periodo). Quattro o cinque anni dopo la morte del bambino, nel 1600 o 1601 circa, l’Amleto venne messo in scena per la prima volta e anche se non ci sono conferme sul legame con la perdita del figlio, è probabile che i temi della tragedia siano in parte dovuti alla dolorosa esperienza vissuta dal drammaturgo inglese.
PREMI E RICONOSCIMENTI PER HAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO
Oscar – 2026
- Candidatura miglior film
- Candidatura miglior regista a Chloé Zhao
- Candidatura migliore attrice protagonista a Jessie Buckley
- Candidatura migliore colonna sonora originale a Max Richter
- Candidatura migliore sceneggiatura non originale a Maggie O’Farrell, Chloé Zhao
- Candidatura migliori costumi
Golden Globe – 2026
- Premio miglior film drammatico
- Premio migliore attrice in un film drammatico a Jessie Buckley
- Candidatura miglior regista a Chloé Zhao
- Candidatura migliore attore non protagonista in un film a Paul Mescal
- Candidatura migliore colonna sonora originale a Max Richter
- Candidatura migliore sceneggiatura a Maggie O’Farrell, Chloé Zhao
BAFTA – 2026
- Premio miglior film britannico
- Premio migliore attrice protagonista a Jessie Buckley
- Candidatura miglior film
- Candidatura miglior regista a Chloé Zhao
- Candidatura miglior truccatore
- Candidatura migliore attore non protagonista a Paul Mescal
- Candidatura migliore attrice non protagonista a Emily Watson
- Candidatura migliore colonna sonora a Max Richter
- Candidatura migliore sceneggiatura non originale a Chloé Zhao, Maggie O’Farrell
- Candidatura migliore scenografia
- Candidatura migliori costumi