La Gioia, il film diretto da Nicolangelo Gelormini, racconta la dolorosa e complicata storia d’amore tra una donna di cinquant’anni e un ragazzo molto più giovane di lei.
Gioia (Valeria Golino) è un’insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l’amore, se non quello opprimente dei genitori, con cui vive ancora. Tra gli studenti della sua scuola c’è Alessio (Saul Nanni), un ragazzo che usa il suo corpo come uno strumento per rimediare qualche centinaio di euro e aiutare sua madre (Jasmine Trinca), cassiera in un supermercato.
Tra Alessio e Gioia nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi.
Ma il desiderio di un riscatto sociale e umano per Alessio è un veleno silenzioso che gli impedisce di farsi conquistare definitivamente dalla dolcezza disarmante di Gioia. Così, distrugge tutto e cancella l’unica persona che lo abbia mai amato.
Come già per l’esordio di Fortuna, Nicolangelo Gelormini parte da un caso di cronaca agghiacciante. Lì si trattava di Caivano e della bambina gettata da un balcone; qui, in La gioia (non nel senso di Nicola), l’omicidio di Gloria Rosboch, 49enne professoressa del torinese sedotta, abbandonata, derubata e infine uccisa da un suo giovane ex allievo di cui si era invaghita. Allegria. Però, come già aveva dimostrato e dichiarato nella sua opera prima, non è che il regista napoletano lavori su quei materiali nella direzione del true crime, o di un cinema ruvido e spietato fatto di brividi, lividi e denuncia: no, Gelormini trascende, elabora, vaporizza, e il suo racconto è un racconto che, se pure la punta di un piede nel realismo la mantiene, cerca di scavallare e di farsi non dico onirico, ma quanto più possibile astratto, anti-naturalista. Un racconto che la realtà la prende, la decostruisce, e la rimette assieme liberamente e con l’inserimento di tessere sparse di fantasia e surrealismo. (Federico Gironi)
Liberamente ispirata a un fatto di cronaca, la sceneggiatura, vincitrice ex aequo del Premio Franco Solinas 2021, è firmata da Giuliano Scarpinato e Benedetta Mori in collaborazione con Chiara Tripaldi e con la collaborazione alla sceneggiatura di Nicolangelo Gelormini ed è tratta dall’opera teatrale “Se non sporca il mio pavimento” scritta da Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori.
Presentato in anteprima in Concorso alle Giornate degli Autori, alla 82° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2025.