A Cena con il Dittatore, film diretto da Manuel Gómez Pereira, è ambientato nella Spagna del 1939, a due settimane dalla fine della Guerra Civile.
Francisco Franco ordina una cena celebrativa al lussuoso Hotel Palace di Madrid, simbolo della vittoria del nuovo regime. L’organizzazione dell’evento viene affidata al giovane tenente Santiago Medina (Mario Casas) e al rigoroso maître dell’hotel, Genaro Palazón (Alberto San Juan). Il principale ostacolo è la mancanza di cuochi affidabili. I migliori sono repubblicani incarcerati e destinati alla fucilazione. Per garantire un banchetto impeccabile, Genaro ottiene la liberazione temporanea di alcuni prigionieri di sinistra con competenze culinarie. Tra loro, l’infermiera María (Nora Hernández) che riesce a far inserire anche il compagno Ángel (Oscar Lasarte), presentato come sommelier.
Quando il cuoco Antón (Antonio Resines) si rifiuta di cucinare per Franco, viene ucciso dal falangista Alonso (Asier Etxeandia), uomo violento e instabile e al suo posto viene liberata Juana (Elvira Mínguez), cuoca esperta e militante della CNT (confederazione di sindacati anarchici spagnoli). Mentre i preparativi procedono, Alonso semina il terrore nell’hotel con le sue ossessioni e tenta di abusare di María, che riesce a salvarsi con uno stratagemma. In cucina, intanto, i cuochi preparano non solo il menù della serata, ma anche un piano di fuga, cercando di coinvolgere lo stesso Genaro, sempre più combattuto.
Tra sospetti, tradimenti e gesti estremi, come un tentativo di avvelenamento sventato all’ultimo momento, la cena si trasforma in un pericoloso equilibrio tra obbedienza e resistenza.
A cena con il Dittatore è un film diretto da Manuel Gómez Pereira e da lui co-scritto insieme a Joaquín Oristrell e Yolanda García Serrano. Il film è basato sull’opera teatrale La cena de los generales di José Luisa Alonso de Santos ed è stato presentato in anteprima al Festival del Cinema di San Sebastian. Ha vinto il Goya Award per la Miglior Sceneggiatura non originale nel 2026.
Il regista ha dichiarato che le sue principali ispirazioni derivano dal cinema americano di Lubitsch, Billy Wilder, Woody Allen, ma anche dalle commedie di Federico Fellini, Dino Risi, Alberto Sordi, Vittorio Gassman. Altri film che lo hanno influenzato sono titoli come Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino e Jojo Rabbit di Taika Waititi.
Per realizzare il film, Pereira si è affidato a Oristrell e Garcia Serrano, con cui ha già collaborato in passato, e al produttore Cristobal Garcia. Sul processo di adattamento dell’opera teatrale, il regista ha dichiarato: “Da un lato bisogna concedersi abbastanza libertà per approfondire l’essenza dell’opera senza diventarne prigionieri; dall’altro, è necessario mantenere la drammaturgia, preservando gli archi vitali dei personaggi – ciò che vogliono, ciò di cui hanno bisogno e ciò che alla fine ottengono”.