Moschettieri del re
sabato 2 marzo ore 21.15
domenica 3 marzo ore 16.30-21.15
di: Giovanni Veronesi
con: Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea
Commedia (109 min.)
di Giovanni Veronesi
con Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Margherita Buy, Alessandro Haber, Matilde Gioli, Giulia Bevilacqua, Lele Vannoli, Valeria Solarino, Luis Molteni, Roberta Procida
In Moschettieri del Re, il film di Giovanni Veronesi, ritroviamo, un po’ invecchiati, i quattro eroi creati da Alexandre Dumas: D’Artagnan (Pierfrancesco Favino), Athos (Rocco Papaleo), Aramis (Sergio Rubini) e Porthos (Valerio Mastandrea). Oggi sono un allevatore di bestiame sgrammaticato, un castellano lussurioso, un frate indebitato e un locandiere ubriacone, che per amor patrio saranno di nuovo moschettieri.
Un po’ attempati, cinici e disillusi, ma sempre abilissimi con spade e moschetti, richiamati all’avventura dopo oltre vent’anni dalla Regina Anna (Margherita Buy) per salvare la Francia dalle trame ordite a corte dal perfido Cardinale Mazzarino (Alessandro Haber) con la sua cospiratrice Milady (Giulia Bevilacqua).
Affiancati nelle loro gesta dall’inscalfibile Servo (Lele Vannoli) muto, e da un’esuberante Ancella (Matilde Gioli), i quattro – in sella a destrieri più o meno fedeli – combatteranno per la libertà dei perseguitati Ugonotti e per la salvezza del giovanissimo, parruccato e dissoluto Luigi XIV. Muovendosi al confine tra eroico e prosaico, i nostri si spingeranno fino a Suppergiù, provando a portare a termine un’altra incredibile missione. Difficile dire se sarà l’ultima o la penultima.
Quattro attori che si divertono e ci divertono, e cercano di sostenere un film che, però, non li ricambia nello sforzo. Chi più, chi meno (Mastandrea, Papaleo e Rubini più, Favino meno, ma perché il più esposto), questi quattro Moschettieri funzionano, ma attorno a loro è una sarabanda di episodi e tentativi velleitari di toccare l’epica, l’avventura, il romanticismo e perfino l’impegno politico. Si doveva rimanere nella commedia pura: che qui, più che a Brancaleone, sembra guardare ai Promessi sposi del trio Lopez-Marchesini-Solenghi. (Federico Gironi – Comingsoon.it)
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