La candidata ideale

PROSSIMAMENTE

 

di Haifaa Al-Mansour
con M.Al Zahrani,  D.Al Hilali

Drammatico (101 min)
di Haifaa Al-Mansour
con Mila Alzahrani, Dhay, Nourah Al Awad, Khalid Abdulrhim
Paese: Arabia Saudita, Germania

 

La candidata ideale, il film diretto da Haifaa Al-Mansour, segue la storia di Maryam (Mila Alzahrani) una giovane e determinata dottoressa saudita, che lavora in una piccola clinica. Nonostante le sue qualifiche, ogni giorno deve conquistarsi il rispetto dei colleghi maschi e l’approvazione dei pazienti. Quando, per un problema con i documenti, le viene impedito di volare a Dubai per un convegno ed è costretta a misurarsi con la burocrazia, si imbatte per caso nel modulo di candidatura alle elezioni cittadine e decide di parteciparvi. Mentre il padre musicista è in tour lontano da casa, per la prima serie di concerti pubblici autorizzati nel Regno da decenni, Maryam ingaggia le due sorelle più giovani per gestire la raccolta fondi e organizzare la sua campagna elettorale. Le tre sorelle insieme a Maryam si troveranno a combattere contro le discriminazioni di genere nella comunità locale conservatrice e patriarcale, non ancora pronta ad accettare la prima donna all’interno dell’amministrazione comunale. Ma la coraggiosa candidatura di Maryam prende piede e sfiderà la comunità conservatrice. Sarà un testa a testa tra lei e il suo sfidante maschio. Maryam e la sua famiglia dovranno mettere in campo tutta la loro determinazione e la loro creatività per il progresso della loro società tradizionalista.

 

 

Sotto un’apparenza ingenua e elementare, questo film diretto da Haifaa Al Mansour e presentato in Concorso a Venezia nel 2019 nasconde più consapevolezza di quanto non appaia, e uno sguardo che è progressista con intelligenza.

Chiaramente vuole raccontare la condizione femminile nell’Arabia Saudita di oggi: una condizione oltre i limiti del ridicolo e dell’assurdo, dove modernizzazioni e occidentalizzazioni solo di facciata vanno a sbattere con forza contro il muro di una tradizione arcaica e di un islamismo, se non radicale, perlomeno molto ortodosso. Ma invece di giocare la carta della rivendicazione vibrante e drammatica, stempera le tensioni in toni simili a quelli della commedia con un andamento anti-drammatico che sono simbolicamente il cucchiaino col quale far mangiare al pubblico del suo paese (e forse, purtroppo, non solo) una pappa che altrimenti rifiuterebbero in altre dosi. (Federico Gironi – Comingsoon.it)

 

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