Incorporazione dell'HTML non disponibile.

Dio è donna e si chiama Petrunya

Giovedì 30 gennaio 21,15petrunya
Sabato 1 febbraio 16,30

di Teona Strugar Mitevska
con Zorica Nusheva, Labina Mitevska

Drammatico
Anno:
2019
Regia:
Teona Strugar Mitevska
Attori:
Zorica Nusheva, Labina Mitevska, Stefan Vujisic, Suad Begovski, Simeon Moni Damevski, Violeta Sapkovska
Paese:
Macedonia, Belgio, Francia, Croazia, Slovenia
Durata:
100 min

Dio è donna e si chiama Petrunya, il film diretto da Teona Strugar Mitevska, ha come protagonista la giovane Petrunya (Zorica Nusheva), single, disoccupata e costretta a vivere con i genitori.
Dopo l’ennesimo colloquio di lavoro andato male, la ragazza incappa casualmente nel bel mezzo di una cerimonia religiosa, alla quale posso partecipare solo uomini. Durante il rito una croce lignea viene gettata nel fiume e chi la recupera avrà un anno di felicità e prosperità. Petrunya, incurante delle conseguenze, decide di sfidare questa credenza religiosa maschilista e si tuffa nel fiume, raccogliendo per prima la croce. Tutti sono sconvolti: mai una donna aveva preso parte al rituale, lei è stata la prima e ha addirittura vinto. Mentre tutti gli abitanti del paese tentano di farle restituire la croce con modi più o meno “burberi”, Petrunya non dà segni di voler cedere: quel cimelio ormai è suo a ogni costo…

Il film della regista macedone premiato alla Berlinale dalla giuria ecumenica è così serrato e solido che possiamo soltanto far nostre le domande della protagonista Petrunya. Prenderle sul serio, più di quanto facciano alcuni personaggi che lei ha la sfortuna di affrontare. Parlando di arcaismi, solo apparentemente macedoni, Dio è donna e si chiama Petrunya finisce infatti per essere un film di stringente attualità e potente avanguardia concettuale sulle dinamiche di “accesso alla vita” dell’universo femminile. Petrunya è come una “bambina dei perché” che oltrepassa momentaneamente il recinto che divide il rosa dal blu. Lo fa tanto con le parole tanto con le azioni e lo scavalca in barba ad ogni tradizione e ad ogni regola non scritta (per questo più pericolosa).

Seppure si tratti di un fatto reale capitato nel 2014 in Macedonia, il persuasivo simbolismo narrativo conduce in realtà nelle atmosfere della “fiaba noir”. Petrunya ha la curiosità di chi si scontra con qualcosa di assurdo e tra imbarazzo, tenacia e timore cerca di capirne razionalmente le motivazioni. Come alla famosa Cenerentola, nemmeno a Petrunya è consentito di accedere al ballo. Guadagnare la croce che garantisce un anno di felicità le costa, infatti, un martirio lampo a cui assistiamo con incredula sofferenza, augurandoci che venga “soltanto” vessata e non le succeda di peggio. La sua virginale ingenuità, che si sorregge su una laurea in storia, irrompe senza preavviso nel granitico maschile del “ma padre, si è sempre fatto così!”, scoperchiando questioni millenarie che arrivano prima o poi a sfiorare ogni donna. Succede anche in una via fredda e spoglia, fuori dal mondo, dove si tiene una teorica innocua processione ortodossa, che finisce in realtà per diventare una pentola a pressione e che la giornalista intercetta come una vera notizia per il paese.

Prima di fuggire al “ballo” Cenerentola-Petrunya dovrà affrontare altre insidie sulla sua strada che valorizzeranno ancor di più il suo tuffo verso la croce, un vero trampolino verso una profonda libertà. Una di queste insidie è rappresentata perfino dalla mamma di Petrunya, una donna egoista e piccola come la matrigna delle fiabe che cerca di indurla ad un’idea di donna tristemente accomodante e in linea con le richieste mediocri dell’universo maschile locale. Petrunya resiste alle tentazioni: quel “no” che sa dire a chi l’ha messa al mondo poco dopo si trasforma nuovamente in altrettante coraggiose e audaci negazioni che la mettono sempre più in contatto con la sua identità. Una notte di calvario da cui nasce una donna solida che non abdica alle sfide del suo tempo. E se il paese è piccolo, la battaglia di Petrunya, invece, è grande e utile a tutte, perché è buona per lei.

Da quel momento un’energia più grande si diffonde nella scena, riscaldando un ambiente senza tenerezza e lasciando intravedere il seme della diversità nel giovane poliziotto che la protegge come può senza diventare il salvatore. E’ Petrunya che si salva con la sua tenacia e lui sceglie, giustamente, da che parte stare. Anche al principe, nella modernità, sono richieste nuove dinamiche e funzioni nella narrazione. Il legame tra i due già si palesa con le sensazioni di un sentimento prestigioso, che mette in ombra la triste pochezza del religioso ortodosso, la violenta e subdola prevaricazione dell’ispettore e l’oscenità fascista dell’universo maschile che rendono la croce l’oggetto dell’insignificanza. La restituzione finale di essa da parte di Petrunya – “serve a te, a loro” – parla chiaro e si contrappone alla giacca di Stefan che Petrunya, invece, porta a casa come bottino di un’esperienza che ha creato una crepa nel suo paese. Ora la “bambina dei perché” può tornare a casa lungo le tracce lasciate sulla neve, come in una vera fiaba. La battaglia è vinta, simbolicamente, e non ha senso farne un’ossessione. Piuttosto c’è un sorriso da custodire: chiusa magistrale piena di futuro che lascia a quel manipolo di uomini – laici e consacrati – l’arduo compito di salvarsi e di entrare nel nuovo mondo. (Arianna Prevedello – saledellacomunita.it)

Guarda il trailer

Prossimamente

L'estranea

Venerdì 6 novembre ore 21:00 Sabato 7 novembre ore 15:30 Sabato 7 novembre ore 18:30

di Paolo Strippoli

con Valeria Bruni Tedeschi, Jasmine Trinca, Adriano Giannini

Odissea

Domenica 8 novembre ore 15:30

di Christopher Nolan

con Matt Damon, Tom Holland

The Odyssey V.O. (Proiezione in pellicola 35mm)

Sabato 7 novembre ore 21:00 Domenica 8 novembre ore 19:00

di Christopher Nolan

con Matt Damon, Tom Holland

Zustissia

Venerdì 13 novembre ore 21:00 Domenica 15 novembre ore 15:30 Domenica 15 novembre ore 18:30

di Francesco Piras

con Michele Riondino, Fabrizio Ferracane

Heart of the Beast - Nel Profondo Selvaggio

Sabato 14 novembre ore 15:30 Sabato 14 novembre ore 21:00

di David Ayer

con Brad Pitt, J.K. Simmons

Amarga navidad

Sabato 14 novembre ore 18:30

di Pedro Almodovar

con Aitana Sánchez-Gijón, Milena Smit

PROSSIMAMENTE: Il tempo di Anne

di Lisa Azuelos

con Sophie Marceau, Thaïs Alessandrin

PROSSIMAMENTE - Digger

di Alejandro González Iñárritu

con Tom Cruise, Jesse Plemons

PROSSIMAMENTE: Fatherland

di Pawel Pawlikowski

con Sandra Hüller, Hanns Zischler

PROSSIMAMENTE - The social - Il prezzo della verità

di Aaron Sorkin

con Mikey Madison, Jeremy Allen White

PROSSIMAMENTE - Quasi Vera

di Fausto Brizzi

con Laura Chiatti, Frank Matano

PROSSIMAMENTE - Dio ride

di Giovanni Veronesi

con Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando

PROSSIMAMENTE - Urchin

di Harris Dickinson

con Frank Dillane, Amr Waked

PROSSIMAMENTE - Sotto a chi tocca

di Giorgio Pasotti

con Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno

PROSSIMAMENTE - Balcanica

di Nicola Sorcinelli

con Matilda De Angelis, Babak Karimi

PROSSIMAMENTE: Primetime

di Lance Oppenheim

con Robert Pattinson, Merritt Wever

PROSSIMAMENTE: Nel silenzio delle stanze

di Jerome Bonnell

con Swann Arlaud, Louise Chevillotte

PROSSIMAMENTE Ritorno a Buenos Aires

di Marco Bechis

con Adriano Giannini, Ana Celentano